Il corteggiamento ai tempi dei social (e della crisi)

22 Ott

In un’epoca come questa, in cui le relazioni sentimentali sono sempre più complesse, devi cercare di adattarti a tanti aspetti, che la mia ottantanovenne nonna, ai suoi tempi, non avrebbe mai immaginato.

Perché mia nonna, se proprio voleva giocare a fare l’investigatrice privata con mio nonno, tutt’al più avrebbe dovuto limitarsi a frugare nelle tasche dei pantaloni alla zuava, per trovare qualche epistola d’amore scritta a mano.

Lettera

Noi, invece, donne gelose dei tempi moderni, dobbiamo contemporaneamente tenere sotto controllo una serie di “situazioni”: il cellulare, l’iPad, la mail, WhatsApp, Facebook, Twitter e una miriade di social network, che fioriscono in continuazione come un prato in perenne primavera.
Se poi il tuo lui l’hai conosciuto su Badoo, allora l’autogol è garantito.

Ma al di là dell’ansia da gelosia, che inconsapevolmente maturi giorno dopo giorno, tutti questi meccanismi attuali comportano un inevitabile e rapido incremento di livello del tuo spirito d’adattamento.

In altri termini, ci stiamo abituando ad un modello di corteggiamento “innovativo”, il cui cambiamento è ancor più drastico di quello che aveva visto il passaggio dalle spudorate telefonate a casa ai più discreti sms.

E adesso, niente più bigliettini romantici lasciati qua e là, e anche gli sms, nei quali ti aspetti di leggere, tutto d’un fiato, la sintesi più o meno esplicita dell’interesse altrui, lasciano spazio a lunghe conversazioni sui programmi di messaggistica istantanea.

Conversazioni fatte di frasi spezzate, a volte anche sbagliate (roba che, se lasci fare alla scrittura intuitiva, al posto di “ho voglia di toccarti” ti esce fuori “ho voglia di tacchino”, che, capisci bene, non è la stessa cosa), e in cui la parte romantica tarda ad arrivare (colpa della connessione lenta!).

Dimentichiamoci poi di fiori e cioccolatini, che quelli manco mia nonna se li aspetterebbe più.

Dobbiamo poi imparare a decifrare i messaggi in codice lasciati sulle bacheche virtuali. Tra i più recenti cito: “Non capisci che è la paura che inquina il sentimento?”. Ecco, ora vai a capire chi è il destinatario di quel concentrato di poesia: sei tu, che hai conosciuto quel tipo da neppure due settimane? E’ la ex che lo ha mollato tre mesi prima? O si tratta semplicemente di un omaggio a quell’anonimo sbucato da un Bacio Perugina?

Ma dico, non si potrebbe semplicemente scrivere, o se non è troppo disturbo, chiamare la diretta interessata e dire quello che si ha da dire? No! A quanto pare è necessario coinvolgere l’intera comunità, condividere il pensiero, attendere che sia commentato da mille “mi piace” o archiviato tra i messaggi preferiti!

Mentre tu ti arrovelli il cervello, cercando di dare un’interpretazione plausibile insieme alle tue amiche… che poi ognuna dice la sua.

computer

D’altronde, avevi già sorvolato sul fatto che, appena conosciuto, l’autore di quel commento virtuale ti aveva chiesto il contatto Facebook e non il numero di telefono. Che adesso, se hai l’applicazione, ti va pure bene e ricevi tutto in tempo reale, ma, fino a poco tempo fa, ti toccava collegarti dal computer ogni minuto secondo, nella speranza di visualizzare quella notifica rossa nella sezione messaggi. Una cosa rapida insomma, roba che Marte s’interseca con Venere con più facilità!

Poi, arriva finalmente il primo appuntamento serio, quello in cui lui ti invita a cena: oooooohhhhhh!!!! E ci voleva tanto?!

E’ il momento di dare a quell’uomo la possibilità di incarnare il tuo tipo ideale, quello capace di sorprenderti con dettagli apparentemente banali.

La sera prima dell’incontro non nascondo alla mia amica un filo di emozione e, battezzato il look della serata, mi infilo nel letto.

Prima di addormentarmi, il mio ultimo pensiero mi rimprovera di essere troppo critica, che in fin dei conti non cambia nulla se ci ha messo due settimane per proporre un’uscita a due. Forse lui è solo un po’ timido. Ed io troppo poco flessibile.

Il giorno dopo, l’orario dell’appuntamento arriva in un batter d’occhio ed io sono pronta, sul divano di casa, che aspetto il segnale per scendere.

Lui, dall’interno della macchina, si localizza con un paio di colpi di abbagliante (no nonna, non ha mosso il sedere per scendere a salutarmi. E’ una relazione moderna questa!).

Ad ogni modo, poco dopo mi ritrovo seduta tête a tête nella sala di un ristorante la cui insegna recita “LA CASA DEL PEPERONE”, mentre scorro il menù cercando di individuare una portata che non mi provochi un blocco intestinale.

La serata procede e noi parliamo di tante cose: del suo lavoro, dei suoi interessi, delle sue ultime storie sentimentali… Ma va bene così, dico alla mia vocina interiore, interloquirò di più la prossima volta.

Il tempo scorre e arriva il momento del conto. Il cameriere appoggia sul tavolo il porta ricevute, praticamente sotto il naso del mio corteggiatore, il quale inizia curiosamente a rovistare nella tasca dei jeans. L’espressione è un po’ preoccupata, di colui che cerca qualcosa di importante e non la trova (no nonna, ma ti pare che mi tira fuori l’anello al primo appuntamento?!).

Ecco, trovato! Dalla tasca spunta un foglio di carta, piegato in quattro.

Inizio a covare sospetti e mando al diavolo la vocina interiore che tenta di soffocarli.

Il dubbio, poi, lascia spazio alla verità: uno stropicciato. E sbiadito. Coupon. Di GROUPON. Roba che ce l’aveva lì da sei mesi almeno! Lo porge al cameriere e rivolge a me un sorriso compiaciuto… Pure!

groupon

Oddio no, ti prego, non può essere vero! E magari il consumo extra me lo paga con i buoni pasto?!

Inizio a sudare freddo. Mi guardo attorno per sincerarmi che nessuno abbia notato quello scempio.

Troppo tardi. L’agitazione prende possesso di me e la mia voce esplode in un NOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!

Mi sveglio di soprassalto, in un bagno di sudore. Mi guardo attorno e realizzo che era solo un sogno.

Lascio passare qualche minuto, mi calmo e volgo lo sguardo alla sedia sulla quale è appoggiato il vestito scelto per la serata, poi afferro il cellulare e digito: “Per stasera ho cambiato idea. Scusa, ma i peperoni proprio non li digerisco”.

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2 Risposte to “Il corteggiamento ai tempi dei social (e della crisi)”

  1. jass06 26 ottobre 2012 a 9:25 pm #

    “Non capisci che è la paura che inquina il sentimento? ”
    Chi sarà mai questo poeta? !

    • Viteapois 27 ottobre 2012 a 10:23 am #

      “Gente di mareeee, che se na vaaaaa… uouououo”

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