Gwyneth docet!

25 Nov

Prendo spunto da un film, Sliding doors, che ho rivisto “casualmente” di recente, per soffermarmi a fare qualche riflessione sul messaggio che esso vuole lanciare, o quello che perlomeno io ho colto.

Quanto contano le coincidenze nella vita?

Gwyneth Paltrow, nel film, interpreta il ruolo di Helen, una bella ragazza felicemente fidanzata con Gerry, alias John Lynch, e che d’un tratto si ritrova senza lavoro.
E’ questo il punto di partenza dal quale si diramano le due ipotesi di vita di Helen: cosa sarebbe successo se la donna, andando di corsa via dall’ufficio, fosse salita sulla metro al volo? E cosa se l’avesse persa per un soffio?

sliding doors

Mi sono così soffermata a pensare a quali siano state le coincidenze che hanno segnato la mia vita.

E le prime associazioni che mi vengono in mente riguardano, guarda un po’, il campo sentimentale (che novità per questo blog!!!).

Ecco, pensiamo ad esempio se una sera di giugno di qualche anno fa, appena scesa dal treno, non fossi corsa verso la fermata dell’autobus per prendere il 27 al volo, direzione casa. Di certo avrei perso l’occasione di rincontrare, a distanza di 10 anni, il “mio primo bacio”.

Esatto, il primo intreccio di lingue!!!

bacio

Quello che, complice la distanza, vide presto il tragico epilogo. E lasciamo stare che in quel momento fui travolta dalla stessa sensazione che si prova quando da True Colors di Cyndi Loper l’iPod ti catapulta, in maniera del tutto random, su La Cura di Battiato.

Ma tornando all’incontro…. che cosa romantica direte voi, un segno del destino!

E già, proprio un segno del destino.

Perché in 10 anni, tu, quella persona lì non l’hai più incontrata. E ci sarà un motivo per il quale ti sia capitato di rivederla proprio quella sera e proprio in quella fase della tua vita.

Di fatti, io single, lui single…. praticamente avevo in mano l’asso di briscola! E due sere dopo mi ritrovo in un revival del tête à tête adolescenziale.

Che cosa bella!

E si, perché nel corso della nostra serata di celebrazione del ritrovamento, lui ha avuto modo di raccontarmi come, dopo aver tolto la verginità alle mie labbra, ecco, esattamente dopo un mese, incontrò colei che ha ritenuto a lungo essere la donna della sua vita.

Così, giusto per rompere il ghiaccio, cosa avrebbe potuto dirmi di più gratificante?

La donna della sua vita è poi diventata ex-donna-della-sua-vita, giustappunto un mese prima del nostro reincontro.

Ehhhhhhhhh, c’ho il tempismo io!

Un paio di giorni dopo accetto il secondo invito a rivederci. Ed è lì che, ta-daaaaaan, lui mi ritira fuori sta ex!

Aridaje!

Che ho capito che ti rode che tu in quella storia c’hai investito 10 anni della tua vita (e con me scarsi 3 giorni), ma questo tuo rodimento non può, anzi non deve, stuzzicare la mia ira.

Perché, se a te rode che lei t’abbia lasciato, io, al tuo invito a vedere le vostre foto insieme, inizio ad abbaiare. E cagna che abbaia, morde pure.

cane

Non è difficile immaginare che, a quella serata, non abbia fatto seguito un terzo “rivediamoci”.

Ora, Gwyneth insegna, appunto. Ma cosa insegna?

Con il ragazzo in questione non andò in porto la prima volta e neppure la seconda.

Ma, così come fui io a scegliere a chi destinare il mio primo bacio, e non fu il destino a portarmi via il mio principino azzurro, anche la mia agilità nel correre e i litri di Olio Cuore ingeriti negli anni mi diedero modo di prendere quell’autobus al volo e di imbattermi nuovamente in lui.

E sono sempre io ad aver scelto di lasciare a quella persona il solo compito di incarnare uno dei ricordi più belli della mia adolescenza (che neppure due rullini da 36 foto con un’altra sono stati in grado di deturpare).

In conclusione, io la vedo così: a volte affidiamo al destino meriti o colpe, senza renderci conto che, in fin dei conti, questo è solo frutto delle nostre scelte, per quanto piccole e apparentemente insignificanti possano essere.

E ora vi svelo un segreto, una predizione che lascerebbe di stucco l’intera stirpe Maya: un giorno la sottoscritta diventerà una famosa scrittrice, scoperta casualmente da un talent scout, che in realtà navigava su Google nell’intento di cercare un abito a pois per un travestimento anni ’60. E, un pois tira l’altro, alla fine la sottoscritta e il talent scout si sposeranno e figlieranno.

E se io questi pois non li avessi messi nero su bianco…

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3 Risposte to “Gwyneth docet!”

  1. nanalsd 26 novembre 2012 a 2:12 pm #

    Donna a pois, tu hai ragione.
    Hai proprio ragione.
    Solo che a me ‘sta cosa delle “sliding doors” m’ha sempre uccisa dentro.
    Che ne so, tutta questa casualità è così poco controllabile che mi manda fuori dai gangheri!

  2. Viteapois 26 novembre 2012 a 5:32 pm #

    A te sembra che sia il caso a condurre le cose… ma in realtà tutto dipende dalle scelte che fai. Anche quelle piccole.

    Poi, che la fortuna e la sfortuna ci mettano del loro è un altro discorso! 🙂

    Grazie per essere passata!!!

Trackbacks/Pingbacks

  1. Messico: il mare d’inverno (e non solo) | Vite a pois - 14 gennaio 2014

    […] ricordate “Sliding doors”? (Aridaje con sto film!)… Si, insomma, la storia delle coincidenze, le porte della metro che […]

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