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Cambiamenti

21 Dic

cambiamenti

20 Dicembre.

Ore 18.25. Spengo il computer.

Quest’anno per Natale l’ufficio chiude prima del solito. Dovrei esserne contenta. Tra l’altro mi aspetta un countdown al nuovo anno alternativo… Wow, non vedo l’ora di partire!

Il taxi che mi porterà in stazione sarà qui in 5 minuti, così mi affretto nello scendere le scale ed infilarmi il piumino… Mentre mi chino per tirare su la cerniera, d’improvviso, un magone riempie lo stomaco e sale fino agli occhi… Le luci degli uffici sono spente, gli scuri tutti chiusi. Di colpo, affiora la consapevolezza che 5 anni sono passati, che, salutata la Befana, prenderà piede una nuova quotidianità, che sarà bella lo stesso, ma non sarà la stessa.

Lunghe settimane piene di attese e cambiamenti, concluse con una serata passata insieme per farci gli auguri: l’amara consapevolezza di chi già immagina che ai prossimi ritrovi, seppur a base di tortellini e tagliatelle, verrà meno quel sapore di intimità e confidenza gustato negli ultimi anni.

Ore 21.00. Ok, la botta di malinconia sta prendendo il sopravvento… Cerchiamo di pensare ad altro… E d’un tratto i miei pensieri sono interrotti: “Biglietti, prego”. Ecco, bravo. Ottima idea.

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Non mi fermo qui da un po’ di tempo…

11 Ott

… e non nascondo che l’idea di aver trascurato questo spazio mi infastidisce un pò. Non so, poi, se ho motivi che possano giustificare questa mia assenza.

Forse il fatto che per mesi la mia vista arrivava a fine giornata molto affaticata è stato solo un alibi, che nascondeva uno stato di pigrizia, momentaneo.

E così ho smesso di scrivere… per un po’.

Forse perché non sentivo il bisogno di farlo.

Forse perché nuovi interessi hanno preso il sopravvento, o forse perché non ho trovato negli ultimi eventi i giusti spunti… come se la quotidianità non fosse stata degna di diventare in questi mesi fonte di ispirazione.

Forse perché la giornata finisce sempre troppo presto… che una volta strisciato il badge devi decidere se dedicare il tempo libero a prepararti una cena degna di essere chiamata tale, agli amici, ad un libro, ad un film, o al ferro da stiro.

Forse perché delle sere hai solo voglia di sdraiarti sul divano, con gli occhi rivolti al soffitto, e pensare a tutto (e niente), mentre qualche voce proveniente dalla tv cerca di catturare invano la tua attenzione.

pensieri

Poi d’un tratto torni a casa da una serata con gli amici e avresti voglia di scrivere tutto… e non aspetti neppure di accendere il computer. Apri al volo un taccuino che credevi immacolato e ti sorprendi di trovarci appunti ed indirizzi sparsi, che in un attimo ti riportano con la mente al periodo in cui cercavi casa con la tua amica F.

Sullo spazio bianco uno scroscio di parole viene giù. Un pensiero dopo l’altro, scritto male e tutto di fretta, che hai paura che ti sfugga. Come un musicista che annota una melodia che rincorre da tempo. (Vabbè, magari un pò meno, eh!).

ispirazione

Così queste righe sono venute di getto.

All’una di notte.

Forse perché è adesso che di scrivere ho bisogno.

Grazia.it: “Blogger we want you!” – “Chi? Io?!”

28 Nov

PASSATO

“Carlè, è meglio che lo cambi un po’ perché si capisce che l’hai copiato”.

Era al compito di italiano lasciato sul tavolo della cucina che mia madre si riferiva: un commento sull’ultimo libro che avevo letto. Io, che a quell’epoca frequentavo la prima media, la fissai per un attimo con la fronte corrucciata, ma immediatamente dopo la ringraziai perché, in sostanza, mi aveva appena fatto un complimento.

PRESENTE

“Art is a way of survival” diceva… CHIIII??? No, ma quale William Shakespeare! Quale Oscar Wilde! L’ho letto semplicemente su una t-shirt di Zara sistemata sullo scaffale dello store in Via Indipendenza. Fonte di ispirazione: Yoko Ono.

Dicevamo, l’arte è un modo per sopravvivere. E la scrittura è arte. Così, poco meno di due mesi fa, ho aperto questo blog.

L’ho fatto prima di tutto per me, perché scrivere mi piace, ma soprattutto mi diverte!

Trovo entusiasmante poter condividere virtualmente la propria esperienza con quella altrui. Se poi lo facciamo con un velo di sarcasmo ed ironia, tanto meglio!

L’ironia, l’IT che ognuno di noi dovrebbe avere per affrontare al meglio la vita: ci rende affascinanti e non costa niente.

Il blog parla della vita di tutti i giorni, la mia e quella degli altri. Prende spunto dal quotidiano per raccontare un mondo a pois, alla moda per definizione, vario, colorato, attuale.

Un blog che parte dai miei interessi, lo sport, il cinema, il teatro, la tv, i libri, il mondo del web, legati tra loro da un fil rouge “sentimentale” (non riesco a farne a meno!!!).

Proprio quell’IT-Experience che Grazia.it urla nel suo manifesto.

Il mio intento? Liberare i miei pensieri e farvi trascorrere, ad ogni post, 5 minuti di spensieratezza.

FUTURO

Ora ho la possibilità di decollare con Grazia.it ed il suo progetto di blogger-hunting.

grazia

Blogger: we want you! E se volessero proprio me?

Io ci starei, eccome!!! Scrivere su argomenti di Lifestyle su un sito che è espressione di femminilità, attualità e non solo. Il sito dal quale amo prendere spunti per coltivare i miei interessi… che sogno!!

Cosa potrei volere di più dalla vita? Un lucano l’ho già avuto. 🙂

Aspetto bramosa i vostri consensi sul sito Grazia.it!

Succede di domenica

29 Ott

Ci sono quelle domeniche mattine in cui ti svegli ed indugi ad alzarti dal letto, perché avverti una sensazione strana, la stessa sensazione che non ti ha fatto dormire bene la notte, e hai il sentore che quella giornata non avrà il tono euforico ed energico che di solito ti caratterizza.

Parlo di quelle domeniche che, per tradizione, dovremmo dedicare al riposo, ma finiscono per addensarsi spesso di noia. E diventano ancor più noiose quando coincidono con l’unico giorno della settimana a disposizione da dedicare alle faccende domestiche.

E poi, mettiamoci che, in quanto donna, non tutte le domeniche del mese sei in piena forma. E che piove. E mettiamoci pure che è il primo giorno in cui l’autunno è davvero autunno, con le sue temperature che scivolano verso il basso in una discesa in folle.

Che allora, vabbè, ditelo che volete vedere il morale che mi sfida guardandomi dal basso verso l’alto!!!

Se poi, al cospetto di un simil scenario, non sei quel tipo di persona che ama il dolce far niente, perché da sola il dolce far niente diventa triste, allora sei costretta ad ingegnarti per colmare quelle ore.

Cominci con lo sfogliare le tue riviste preferite. E prosegui con la lettura di quel libro che difficilmente trova spazio nelle tue serate infrasettimanali.

La lettura, però, non sempre aiuta. Soprattutto se la storia in questione narra di un giovane che ha più o meno la tua età, ricco sfondato, che a quanto pare è così bello che, di fronte a lui, Gabriel Garko, James Dean e Channing Tatum si prendono per mano per farsi da parte a testa bassa. E il cui unico pensiero nella vita è quello di fare felice la sua amata, un’universitaria ventenne, assolutamente ignara di come si sia evoluto il mondo da Thomas Hardy in poi.

Quella storia, insomma, che ti fa alzare gli occhi al cielo e pronunciare l’espressione “Se, vabbè!” a conclusione di ogni paragrafo.

E poi, ci sarà pure un motivo per il quale sto “Cinquanta sfumature di rosso” è sul comodino da ormai due mesi.

Mea culpa, per non trovare il tempo di portare avanti durante la settimana una classica lettura da ombrellone. Sua culpa (dell’autrice intendo), perché non si può pretendere, all’ultimo tomo della trilogia (che tra l’altro scegli di leggere per non lasciare la storia inconclusa), di tenere viva l’attenzione del lettore coniugando ogni quattro righe il verbo “gemere”.

E così a metà pomeriggio approdi in cucina, dove puoi dare libero sfogo alle tue capacità culinarie più o meno sviluppate.

In poco più di un’ora un dolce al cioccolato prende vita e in un altro paio d’ore buona parte di esso è già in piena fase digestiva nel tuo stomaco.

E sei soddisfatta del sapore che giova al palato e alla mente.

torta cioccolato e pere

E allora cosa c’è che non va?

Niente.

Per non cedere ancora una volta davanti a te stessa, ti convinci che va bene così.

Che non fa niente se, sul divano con te, non c’è qualcuno a condividere quella dolcezza che, probabilmente, trova miglior espressione in una teglia tonda piuttosto che in altro.

Se non hai sulla guancia il segno di una carezza lasciata da una mano sporca di zucchero.

Se la giornata continua a scorrere a colpi di zapping, mentre volge pian piano alla conclusione.

Se è giunto il momento di tornare a rifugiarsi in camera e lasciare che gli ultimi pensieri ti accompagnino per mano verso un sonno rigenerante.

E va bene così, è solo un momento, che trova sfogo in qualche riga malinconica e poi passa.

E la mattina dopo, quando ti svegli, non ci pensi più… che in fondo ti aspetta un’altra settimana a ritmi sostenuti. In fondo, meglio così, che hai fretta di andare a lavoro e il letto è da rifare solo per metà.

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